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  • Immagine del redattoreGiulia M.

wit#3 | Una chiacchierata con Teresa, tra wellness e cura di se stessi


Teresa Cianfaglione, @hyper.terry

Chi di voi mi segue dagli albori (dal 2021, per essere precisi) sa che avevo dato vita a wit - acronimo di what I think - una rubrica su contenuti che mi riguardano più da vicino, a tratti anche delicati da trattare. Dopo più di un anno, dunque, eccomi tornata con un tema che mi sta molto a cuore: il fitness e il prendersi cura di se stessi.


Se non avete letto il primo articolo, ve lo lascio qui, perché correlato a ciò che state per leggere.


Per questo post, ho pensato di chiedere una mano ad un'ospite speciale, Teresa (@hyper.terry), Personal Trainer e Nutrizionista, nonché - come la maggior parte di voi sa già - una delle mie più care amiche.

In questo caso, quindi, possiamo dire che il wit si trasforma in un wwt (what we think) in cui cerchiamo di affrontare insieme alcune tematiche inerenti il mondo del fitness (o wellness, tra poco scoprirete perché), cercando di sfatare alcuni miti e restituendo qualche consiglio per vivere al meglio il proprio percorso.


Iniziamo con qualche domanda; legenda: T - Teresa, G - Giulia (ma va?).


So che nella tua professione ti occupi principalmente di allenamento al femminile, qual è la tua missione?

T: La mia missione è quella di far apprezzare alle donne e alle ragazze la vera essenza dell’attività fisica personalizzata e della corretta nutrizione. Provo a riassumere questa essenza in quattro parole (gioco ardito): benessere, prevenzione, stile di vita, sostenibilità. Avrete notato che preferisco utilizzare il termine “wellness” piuttosto che solo “fitness”. Questo perché tale termine è l’unione di wellbeing e fitness, che intende definire un benessere e un equilibrio psicofisico a tutto tondo. Il mio motto è, infatti, “non solo fuori, ma soprattutto dentro”.


Quali sono le cose che ti vengono più richieste da noi donne in quanto a obiettivi da raggiungere?

T: Provo, questa volta, ad essere sintetica: dimagrimento e forma estetica.

Il cardine del mio lavoro è proprio questo, far cambiare punto di vista alle mie clienti e alle donne in generale, anche tramite social network e scambi di opinioni. Cerco di far capire loro che gli obiettivi possono essere altri: benessere, miglioramento della forza, miglioramento della postura, autonomia nel saper alimentarsi. Il dimagrimento e la forma estetica sono solo 'piacevoli conseguenze'!


Quali, secondo te, sono le motivazioni che portano di più a lasciare pochi mesi dopo

l’inizio di un percorso fitness?

T: Le risposte sono svariate; cerchiamo di analizzarle insieme:

  • non affidarsi ad un professionista del settore

Come per ogni cosa, c’è bisogno di un professionista che pianifichi e segua i tuoi allenamenti nel tempo, per tenere alta la motivazione e per farti percepire i miglioramenti, dandoti così lo stimolo per continuare. Soprattutto per una donna/ragazza, entrare per la prima volta in una sala pesi, non è semplice e quindi si rischia di finire sul tapis roulant e fare qualche serie di esercizi per addominali e basta

  • affidarsi a persone non preparate e non qualificate

Questa non la commentiamo neanche perché si commenta da sé

  • seguire programmi di allenamento e piani nutrizionali non sostenibili nel medio/lungo termine, ma questo è un concetto che meriterebbe la stesura di un libro.

Anche se oggi, moltissimi professionisti del settore hanno superato o non hanno mai appoggiato la teoria della cosiddetta “dieta da bro” (N.d.A. per i meno esperti come me, la famosa “dieta da bro” - o dieta da frigorifero - è quella solitamente adottata dai bodybuilder e si compone di pochissimi alimenti: riso, pollo, broccoli e merluzzo) e degli allenamenti estenuanti e non ponderati con l’intake calorico, c’è ancora chi segue questa corrente, per me obsoleta e per nulla sostenibile. Certo è che questa tipologia di dieta e allenamento portano più in fretta al risultato e, di conseguenza, lasciano spazio ai “coach” di postare sulle loro pagine social degli incredibili prima / dopo, a distanza di soli tre o quattro mesi. Ma dovremmo pensare anche ai prima / dopo delle persone a livello interiore ed emotivo! Perché ridurre il tutto ad un cambiamento estetico/fisico? Privazioni e/o problemi legati ai disturbi alimentari che possono derivarne, come ad esempio problemi ormonali o problemi legati alla socialità, sono tematiche importanti, più importanti del mero cambiamento estetico. Si può fare tutto rispettando la salute e il benessere psico-fisico della persona. Allora perché non farlo? La via più breve, in questo caso, non è assolutamente la migliore.


G: A questo commento professionale, mi permetto di aggiungerne uno più di pancia, basato più che altro sulla mia esperienza.

Alcuni spesso mi chiedono (quasi rimproverandomelo) come io faccia ad essere sempre così motivata e ad allenarmi con costanza. Non è sempre stato così in realtà. Ci sono stati momenti, specialmente dopo una fase di entusiasmo iniziale, in cui volevo davvero mollare; periodi in cui la sola idea di dovermi preparare per andare in palestra mi metteva angoscia. Questo mi accadeva perché, avendo focalizzato inizialmente il mio percorso solo su obiettivi meramente estetici, non vedere risultati mi scoraggiava. Ricordo in particolare un periodo in cui avevo probabilmente raggiunto una fase di plateau, dopo un miglioramento esponenziale iniziale (tipico di chi si approccia al mondo del fitness per la prima volta), in cui mi sono detta 'basta, non ho la minima voglia di continuare con questa tortura'.

Ho cambiato completamente prospettiva dopo aver spostato i miei obiettivi su cose diverse: sulla forza, sulla resistenza, sui carichi progressivi. Questo ha iniziato a darmi la carica, ogni singolo giorno; e questa carica si è trasformata piano piano in disciplina, routine.

La cosa che, ad oggi, non mi ha ancora fatto mollare è proprio la routine - inserire l'allenamento come parte integrante della mia giornata. Questo fa davvero la differenza, perché - come dice James Clear nel suo libro Hatomic Habits' ("a habit is a routine or behaviour that is performed regularly and, in many cases, automatically"), creare un'abitudine rende le azioni giornaliere quasi automatiche; basare l'allenamento su una routine, invece che sulla motivazione che va e viene, lo rende molto più solido, persistente nel tempo.


In passato anch’io, come detto poco fa, sono caduta nella trappola dell’ossessione per il corpo perfetto, è sempre giusto secondo te essere così rigidi in termini di alimentazione e allenamento?

T: Entriamo nel vivo di questa intervista: ammetto di essere stata schiava anche io di una ossessione per l’estetica che non mi ha praticamente portato a nulla, se non ad arrivare quasi a voler gareggiare. Perché? Perché non riuscivo ad essere sincera con me stessa, non mi vedevo mai bene, mi soffermavo su alcune piccolezze inutili…e poi inventavo scuse per non uscire a cena, mi facevo mille problemi per organizzare i viaggi!

Ho poi capito, soprattutto tramite gli studi e i confronti con altri professionisti, ma ancor di più provandolo sulla mia pelle, che la vita è tanto, tanto altro. Che il benessere è cosa diversa.

Qui, però è doveroso fare una distinzione fondamentale quando parliamo di questo argomento: questo articolo è rivolto a non atleti, poiché il mondo degli atleti d’élite, che gareggiano un determinato numero di volte l’anno, è tutt’altra cosa e, spesso, non segue questa tipologia di ragionamento.


G: Migliorare la forma estetica, lo ammetto, è anche la cosa a cui puntavo io ormai cinque anni fa, quando mi sono rivolta alla mia amica Teresa per avere qualche consiglio sul mio primissimo approccio alla sala pesi. Ricordo molto bene quel periodo, ero estremamente insoddisfatta di ciò che vedevo nello specchio, quasi ossessionata. Ho impiegato parecchio tempo (forse anni?) a capire che, al di là della forma fisica, degli addominali, dei muscoli disegnati sul corpo, c'è di più: c'è la soddisfazione di vedere la propria capacità aerobica e anaerobica migliorare di settimana in settimana, di riuscire ad aumentare la propria forza, di perfezionare la forma e l'esecuzione degli esercizi.

A volte trovare il giusto compromesso tra lo stare bene fuori e dentro, senza lasciarsi sopraffare da costanti paranoie, è molto complicato. A me ha aiutato molto parlarne con amici e confrontarmi con altre persone e, soprattutto - come detto poco fa, cambiare prospettiva e spostare i miei obiettivi su altro.


Sfatiamo insieme tre miti legati al mondo femminile e al mondo del fitness?

T: Certo, eccoli qua.

  • il cardio è fondamentale in una routine di allenamento: BUGIA

Il cardio va contestualizzato in base allo stile di vita della persona e all’obiettivo: lo consiglierei a chi, ad esempio, ha uno stile di vita poco attivo a causa di un lavoro molto sedentario. Non inserirei mai sedute infinite di cardio per “bruciare di più” laddove è già possibile monitorare alimentazione e allenamenti.

  • le donne non devono allenare la parte alta altrimenti diventano troppo muscolose: BUGIA

L’organismo femminile non è geneticamente portato a sviluppare volumi muscolari “importanti”. Allenare la parte alta aiuta, invece, in termini posturali e consente di sviluppare la giusta armonia tra lower e upper body.

  • le donne devono usare carichi bassi e aumentare il numero di ripetizioni: BUGIA

L’allenamento va definito in base a moltissime variabili; non è possibile stabilire a priori la “giusta” modalità di allenamento ma bisogna che si valutino attentamente tutti gli aspetti che concorrono al raggiungimento dell’obiettivo.


So che poco tempo fa hai rilasciato un’intervista su Virgin active in collaborazione con la rivista Donna Moderna su come l’allenamento cambia durante le fasi del ciclo mestruale, ti va di parlarne?

T: È stato una magnifica esperienza perché l’attenzione era incentrata sullo sfatare i falsi miti dell’allenamento durante il ciclo mestruale. Durante l’intervista siamo intervenute in tre: io, una endocrinologa e una nutrizionista.

Vi faccio entrare nel vivo dell’intervista condividendo con voi due domande salienti:


Dolore intenso durante il ciclo: niente sport?

Non c’è nessuna controindicazione, anzi! L’allenamento, seppur con intensità inferiore rispetto al solito, consente di sviluppare endorfine, sostanze chimiche prodotte dal cervello con proprietà antidolorifiche e analgesiche. Quindi? L’allenamento aiuta a ridurre i dolori del ciclo? Si, proprio così.


Il workout rimane sempre uguale nelle 3 fasi?

Alcuni studi dimostrano che si può impostare un tipo di allenamento diverso, a seconda della fase del ciclo in cui una donna si trova:

  • Fase follicolare: allenamento di forza con sovraccarichi

  • Fase ovulatoria: resistenza e forza

  • Fase luteinica: iniziare ad abbassare i carichi e i volumi, lavorando su tecnica perché si avvicina la fase pre mestruale e mestruale

Quindi poco prima dell’arrivo del ciclo, sì a pilates/yoga/mobilità/stretching/jogging.

A mio avviso, scegliere di programmare gli allenamenti di una donna in base alla fase del ciclo mestruale diventerebbe troppo macchinoso; ciò che farei io, da professionista, è ascoltare la cliente percependone lo stato d’animo e la volontà nei giorni più “difficili”, monitorando in tal senso la scelta degli esercizi da proporre durante il workout.


Quali sono i consigli che ti senti di dare alle persone che si stanno approcciando ora al mondo del wellness? E quali sono invece i consigli che daresti alle persone che ci sono già dentro?

T: L’approccio al benessere e alla cura di noi stessi deve essere guidato e graduale; vivetelo con il giusto equilibrio sin dall’inizio, in modo da garantirne una sostenibilità nel tempo, nei mesi e negli anni.

Per chi invece ha già intrapreso questa strada, inviterei a non estremizzare, a non ricercare la

perfezione a tutti i costi perché si rischierebbe di entrare in un vortice più nocivo che benefico. Pensate che la vita è lunga e che il benessere più è duraturo, più ci accompagnerà nel nostro percorso.


Quali sono i consigli che ti senti di dare a tutte le persone che stanno leggendo questo articolo?

T: Prenditi cura di te, sempre!

Fallo rispettando te stessa e le tue priorità.

Fallo per vivere meglio.

Fallo per il presente ma soprattutto per il futuro: un corpo sano e forte, affronterà le varie situazione della vita (ad esempio una gravidanza o il recupero da una operazione) e l’avanzare dell’età in maniera migliore.

Fallo per prevenire malattie.

Fallo per te, per la parte più profonda di te.


 

Chi è Teresa?

Teresa Cianfaglione (@hyper.terry su instagram) è una professionista del settore wellness da ormai

sette anni e riveste il ruolo di personal trainer e biologa nutrizionista. Si occupa prevalentemente di

allenamento al femminile ma respira l’aria della palestra da quando era bambina.

La sua passione per questo settore è cresciuta nel corso degli anni ed ha implicato un percorso di studio e formazione lungo, che è garanzia di autentica professionalità:: Laurea Triennale in Scienze Motorie e Sportive, Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate, Corso di Formazione “Personal Training” con ente riconosciuto dal C.O.N.I., Laurea Magistrale in Scienze della Nutrizione Umana, Esame di Stato da Biologo, con conseguente iscrizione all’albo come Biologa Nutrizionista.

Teresa lavora attualmente in Virgin Active a Milano in qualità di personal trainer, con lezioni one-to-one, e pratica la professione di coach e biologa nutrizionista, anche online.

Ad averla spinta verso quel percorso è stata sicuramente la passione per lo sport tramandatale da suo padre, insegnante di educazione fisica. Ha praticato molti sport: ginnastica ritmica, danza, nuoto, calcio a 5 femminile, pallavolo, basket, sci, atletica e altri. Riusciva in qualsiasi tipo di sport, senza eccellere particolarmente in nessuno, ma le attività l'hanno sempre tenuta viva e l'hanno sempre fatta stare bene. Finita la scuola superiore, dopo varie riflessioni e non poche discussioni con la famiglia, si è iscritta a scienze motorie e si è avvicinata al mondo della palestra, quella vera, quella con le macchine e con i pesi, tanto per intenderci. E lì è stato amore a prima vista, in quanto, come da lei stessa ammesso, "credevo e credo tuttora che la palestra sia il mezzo per migliorare la performance di uno sportivo che pratica uno sport specifico ma anche lo strumento, per chi non ne pratica uno, per prendersi cura del proprio benessere e per migliorarsi sempre".


Xx,


Giulia


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