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  • Immagine del redattoreGiulia M.

10 domande che hai sempre voluto fare ad un "vegano"

"Ah, non mangi cibi di origine animale? E quindi cosa mangi?"


Vi siete mai ritrovati a fare (o pensare) una domanda simile, di fronte ad un vegetariano/vegano?

Sul tema ci sono molti pregiudizi da parte di chi non conosce a fondo ciò che sta dietro ad una scelta alimentare ed etica simile. Anche io ne avevo, prima di informarmi a riguardo.

Oggigiorno sempre più persone si stanno avvicinando ad una dieta che vede una drastica diminuzione di prodotti animali, se non addirittura la completa abolizione. Questo per svariati motivi che vanno da tematiche etico-ambientali a tematiche invece legate alla salute.


Dunque anch’io, come dicevo, fino a qualche anno fa ero convinta che vegano fosse sinonimo di noioso. Che la dieta plant based fosse fatta solo di ceci, lenticchie e insalata.

In realtà, è davvero molto di più.

Ho iniziato a diminuire drasticamente il consumo di carne e questo mi ha portata a curiosare negli scaffali dei supermercati dedicati a prodotti vegetariani e vegani. Non immaginate quante belle scoperte io abbia fatto fino ad ora.


Oltre ai supermercati, per cercare spunti ho anche iniziato a seguire su YouTube/Instagram profili di ragazzi e atleti veg. Prima tra tutti @cucinabotanica (Carlotta - una cuoca italiana vegana dalla voce pacata e dall'animo gentile), i cui video sono per me sempre fonte di grande ispirazione. Seguono anche @deliciouslyella, una tra le food blogger ed influencer internazionali più seguite per quanto riguarda la cucina vegana, e anche il CrossFitter australiano (Fifth fittest man on Earth nel 2019) @jamesnewbury, giusto per farvi qualche esempio.


Nei giorni scorsi ho raccolto 10 tra le domande più gettonate quando si parla di cucina vegana e dieta plant based e le ho poste a Jacopo ( @jaasanti su Instagram - che ringrazio tanto per la disponibilità). Del resto, chi meglio di una persona che ha fatto del plant based uno stile di vita può rispondere a tali quesiti?


1. First things first, che differenza c’è tra dieta vegana e dieta plant based? Tu appartieni ad una delle due “categorie” o preferisci non apporre etichette al tuo stile di vita?

Bella domanda. Io detesto le etichette. Di qualsiasi natura esse siano. Le trovo limitanti. Vegano poi mi ha sempre dato fastidio. Vuoi perché in Italia (per colpa di qualche fenomeno) si viene paragonati al terrorismo di Al-Qaeda, vuoi perché (come dice il Dr. Greger) “è davvero banale e limitante definirsi per ciò che non si mangia”. Per questo forse ho sempre preferito plant based. La differenza è che per dieta vegana si intende genericamente un regime privo di alimenti di origine animale. Una dieta whole plant based (come dice il nome stesso) è un regime a base vegetale composto da cibi integrali (meglio se) non processati. Diciamo che la più grande differenza tra una dieta a base vegetale e il veganesimo è la qualità del cibo. Anche se, ad essere sincero, la qualità è sempre stato il primo fattore che consideravo anche (e soprattutto) quando dovevo scegliere cibi come la bresaola.


2. Cosa ha innescato in te la svolta che ti ha portato a questo cambiamento?

Partiamo dal presupposto che non sono mai stato un vero carnivoro. Insomma, uno di quelli che postano le foto con le fiorentine da 1kg e mezzo. Il mio consumo di carne è sempre stato molto limitato, specialmente durante il periodo universitario. A Roma passavo mesi interi senza toccare carne e mi sono reso conto che la svolta vegetariana era imminente.


3. Quanto è difficile seguire una dieta che non contenga prodotti di origine animale al giorno d’oggi? Noti differenze in termini di reperibilità di prodotti tra piccoli paesi (come Pratola) e grandi città?

Dipende che tipo di dieta vegana/plant based si intende seguire. Si può essere onnivori e mangiare junk food 24/7. Stessa cosa vale per i vegani. Io sono dell’idea che seguire un regime fatto di “whole plant based foods” sia la scelta migliore. Almeno per me. Riguardo la reperibilità, ovviamente in zone come la Valle Peligna (n.d.a. piccola zona centrale dell'Abruzzo dove io e Jacopo siamo nati e cresciuti) è più difficile avere una vasta gamma di cibi a disposizione. Ma nel complesso, si trova quasi tutto.


4. Quanto ha impatto questo tuo stile di vita sulla socialità?

Tanto. Tantissimo. In Abruzzo, specialmente in Valle Peligna andare a cena con un amico vegano è sinonimo di disagio estremo. Con il mio gruppo di amici quando si va a cena fuori c’è sempre il “problema di Jacopo” dal quale spesso mi sento in dovere di liberarli non andando a cena oppure obbligandoli ad andare in pizzeria. Se poi consideri anche che non bevo alcol da due anni e mezzo... insomma fate un po’ voi!


5. Quando viaggi, come ti organizzi?

Viaggio da solo. Chiaramente. Ed è una benedizione. Ho scoperto dei posti fighissimi nei quali mi reco senza vincoli di alcun tipo.


6. Hai mai pensato di tornare ad una dieta vegetariana o onnivora?

Sì. Ogni tanto ripenso ai chili di sushi che ingurgitavo (perché sushi veg variegato è abbastanza raro ancora, almeno in Abruzzo) e mi scende una lacrimuccia. Ho sempre pensato che l’unica cosa certa in questa vita è il cambiamento. Quindi mai dire mai.


7. Domanda super gettonata: come fai a bilanciare i macronutrienti nei tuoi pasti? Mi riferisco in particolare alle proteine, dato che la dieta mediterranea è basata molto su fonti proteiche animali e non vi è molta conoscenza di fonti proteiche “alternative”.

Se siete ad un primo appuntamento con una persona vegana e le chiedete da dove prenda le proteine sicuramente partite con il piede sbagliato. Paradossalmente è abbastanza risaputo ormai che chi segue un regime plant based, di solito, assume anche il doppio delle proteine rispetto ad un onnivoro. Nel mio caso, allenandomi in palestra 5/6 volte a settimana, non penso proprio sia mai stato un problema. Alla base della dieta mediterranea (quella vera) spiegata nel dettaglio dal professor Franco Berrino ci sono i grani antichi, legumi, verdure di stagione, frutta locale, olio extravergine di oliva, semi oleosi, pesce. Ecco, penso che questa dovrebbe essere la base di partenza per tutti. Vegani, vegetariani e onnivori.


8. Come hanno reagito alla tua scelta i tuoi familiari/amici? Sono stati comprensivi?

I miei amici mi appoggiano sempre in tutto quello che faccio. Questa è una grande fortuna. Non mi sono mai sentito giudicato. Alcuni di loro hanno avuto modo di rivedere alcune abitudini alimentari poco salutari e pian piano stanno cercando di modificarle. Mio padre., al contrario, dopo due anni e mezzo si ostina ancora a chiedermi se mi va un po’ di carbonara. Ma se non rompesse così tanto le scatole non sarebbe mio padre!


9. Da quando segui questo tipo di dieta hai iniziato a monitorare la tua salute più frequentemente? Come ti senti fisicamente ora rispetto a prima (più/meno energico, più/meno leggero ad esempio)?

Faccio le analisi del sangue due/tre volte l’anno. A livello energetico mi sento molto più presente, vigile, scattante. Su questo però credo abbia influito molto anche la scelta di abbandonare gli alcolici. Mi sento leggero e vitale. Sembrerà un cliché, ma da quando mangio a base vegetale mi sento molto più connesso con la natura e ciò che mi sta intorno. E se poi penso che per avere la cena nel piatto non è morto nessuno, beh mi sento ancora meglio. L’aspetto etico/morale e salutistico sono interconnessi e interdipendenti.


10. Cosa non manca mai nella tua dispensa?

In dispesa e in frigo non mancano mai sicuramente legumi e cereali e tofu. Tutto il resto varia molto, soprattuto in base a disponibilità e stagionalità.



E voi, cosa ne pensate dello stile di vita plant based? Avete altre curiosità a riguardo?


Scrivetemi, mi fa piacere.


Xx


Giulia

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